Venerdì 4 c.m., ore 15,15. Stazione di Roma Termini.
Mi metto in fila con altre 40-50 persone alla biglietteria (fila B, tempo complessivo 45 minuti, tre impiegati agli sportelli!) per comprare i biglietti per la tratta Roma Villa San Giovanni.
Primo treno disponibile è l'InterCity delle 16.27. Costo del biglietto: 91 euro in 2° cl per due persone. Non garantito il posto a sedere. L'eurostar delle 17 è pienissimo, mi dicono. Il successivo treno è intorno alle 20,30.
Tant'è. Compriamo il biglietto.
Si sale. E' tutto occupato, naturalmente. Troviamo un sediolino in corridoio. Dopo 5 minuti lo stesso corridoio è strapieno di gente. Gente che sosta e gente che va. Avanti e indietro, coi bagagli tra i piedi. Una coppia di americani (o inglesi, forse) scappa via inorridita.
Finalmente si parte. Alle 17.00.
Arrivo previsto alle 23.40. Già a Latina e poi a Formia accumula ulteriore ritardo. E' un accelerato. Passa il controllore. Si lamenta ad alta voce perchè, suo malgrado, non può lavorare, così. E fila via, non controlla nulla.
Pochi minuti e arriva - com'è solerte ed efficiente Trenitalia - il venditore di panini e bibite, col carrello e cartellino al petto. Ehi, lui deve passare. Spostiamoci tutti. E leviamo di mezzo le valigie.
Una ragazza di Aversa ci spiega che è sempre così, il venerdì. Tanti lavoratori e studenti che rientrano in Campania. Sarà così fino a Salerno, ci dice. E' vero, e finalmente, lì, ci sediamo.
Da Sapri il treno inizia a svuotarsi. A Paola rimaniamo in tre, 22 persone in tutta la carrozza. A Villa solo in nove, contati. Un ragazzo di Reggio prosegue solo fino a casa.
Potrei aggiungere, tra le interminabili recriminazioni su questo sud sventurato e su noi meridionali trattati (anche per colpa nostra) a calcinculo, tante cose.
Mi chiedo solo: perchè mai non mettono, i manager di Trenitalia, un trenino per i pendolari campani, consentendo così a quelli che fanno la tratta più lunga di viaggiare un pò più comodi?
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Giuseppe Barilà il 5/12/2009 alle 13:19 | |