Completo (forse) l'esposizione delle mie opinioni sulla storia del Crocefisso a scuola. In questi giorni mi sono archiviato una serie di pensieri che - magari da una prospettiva diversa - mi sento di condividere. Allora, copio e incollo.
... mi stupisco un po’ della reazione scomposta delle gerarchie cattoliche. Per un cristiano, il crocifisso dovrebbe essere, ancora di più che per un ateo come me, un simbolo sublime e terribile. La sua banalizzazione come soprammobile, confuso con i banchi, la lavagna e le altre suppellettili scolastiche, dovrebbe essere, quello sì, un sacrilegio. E la giustificazione del crocifisso nelle scuole come una fatto consuetudinario dovrebbe suonare alle orecchie dei buoni cristiani come una vera e propria bestemmia. Vietando la imposizione fuori contesto del Cristo, e del suo supplizio, la Corte di Strasburgo ha riconosciuto la sua piena e terribile dignità ad un simbolo religioso. Quella stessa dignità che la Chiesa gli nega difendendone la banalizzazione quotidiana e obbligatoria. (da Europe - Repubblica Blog, di Andrea Bonnanni).
La più grande dimostrazione della consapevolezza che un simbolo religioso nelle aule delle scuole pubbliche è una contraddizione lampante e ingiustificata, sta nel fatto che anche i suoi più accaniti difensori ricorrono all’argomento “non è solo un simbolo religioso ma rappresenta la nostra cultura”. Tesi su cui non si può dissentire, né io dissento. La correggo magari in “rappresenta un pezzo importante della nostra cultura”.
Ma è anche una tesi irrilevante ai fini del dibattito. Basti dire che la nostra cultura conosce altri pezzi e altri simboli che evidentemente non sono rappresentati nelle aule scolastiche. E soprattutto che non si capisce il nesso logico. Non sono sospettabile di diffidenza per quell’uomo in croce – ho scritto altre volte che ritengo i suoi insegnamenti l’ideologia migliore e più solida mai partorita sulla terra – ma a che serve esporlo nelle aule delle scuole, quando poi uscite da quelle scuole e cosa ne avete imparato? Le crociate, non le ha inventate lui. Lui avrebbe obbedito alla direttiva europea. (da Wittgenstein, di Luca Sofri - vedi anche Ognuno ha la sua croce).
Ancora, di mio ci aggiungo questo.
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Giuseppe Barilà il 5/11/2009 alle 12:55 | |