Israele-Palestina. Altra chance?
E' il momento dei Benchmark, gli indici di rendimento? Se lo chiede Terrasanta.net, il periodico della Custodia francescana, riprendendo il documento pubblicato qualche giorno fa da Haaretz.
Si parla di obiettivi minimali con precise e vicine scadenze. Sarebbe una delle ultime "invenzioni" del dipartimento di Stato americano.
Scrivono i francescani:
...Al di là delle ironie sui nomi, si tratta di un passo importante per capire se entrambe le parti hanno almeno qualche intenzione di fare sul serio. I Benchmark infatti non riguardano i massimi sistemi, ma due questioni molto concrete: la libertà di movimento dei palestinesi (compresi gli spostamenti tra Gaza e la Cisgiordania) e i lanci di missili Qassam sulle cittadine israeliane nel Negev. Il documento americano chiede al governo di Israele e all'Autorità nazionale palestinese una serie molto precisa di misure volte a ottenere contemporaneamente questi due obiettivi. Finché non si arriva almeno qui, è il sottointeso, è inutile parlare di un vero e proprio piano di pace.
Il testo dei Benchmark è stato pubblicato qualche giorno fa dal quotidiano israeliano Haaretz e lo riproponiamo all'attenzione dei nostri lettori. Con un'osservazione molto preoccupata: di questa vicenda in Italia non sta parlando assolutamente nessuno. Il conflitto israelo-palestinese si è ormai talmente incartato nei dibattiti ideologici che, quando dopo anni ormai di bonaccia, spunta finalmente un'iniziativa seria, non ce ne accorgiamo neanche.
Gli americani, infatti, questa volta hanno centrato le due questioni fondamentali:
1) l'isolamento di Gaza: un territorio di 360 chilometri quadrati con 1,4 milioni di abitanti non può sopravvivere da solo; il caos in cui è sprofondata la striscia dipende anche da questo;
2) la questione dei Qassam: finché non finisce il lancio praticamente quotidiano di questi missili ogni ipotesi di dialogo è pura accademia.
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il 7/5/2007 alle 17:56 | |