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Solomon
Il blog di Giuseppe Barilà.



Mettiamola così

 

 

 

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21 marzo 2006
Teologi europei

Lo scorso 16 marzo, nel suo blog Settimo Cielo, Sandro Magister scrive:
Indovina: da dove sono tratte le seguenti citazioni?
"Molte persone vengono marchiate come terroristi, mentre in realtà possono essere semplicemente persone che lottano per la giustizia e i propri diritti umani".
"Paesi come l'Iraq o la Palestina non possono combattere una guerra convenzionale contro forze enormemente superiori. Ovunque, in simili contesti, i popoli sottomessi o oppressi ricorrono a forme non convenzionali di guerra - le bombe umane sono uno dei tipi di armi usate in questi casi - ed etichettare tutti questi popoli come terroristi è assolutamente privo di validità".
"Si può quindi guardare con comprensione ai kamikaze che hanno realizzato gli attacchi contro Israele e contro la coalizione delle nazioni occidentali in Iraq. Il fatto è che questi mujahiddin non sono killer addestrati o persone che hanno il gusto della violenza, come pare siano alcuni protagonisti del conflitto dell'Irlanda del Nord, ma sono individui profondamente religiosi e di solito privi di pratica nell'arte della guerra e della violenza".
"Il fatto è che, sia in Iraq che in Israele, la giustizia è stata calpestata. Così, gli atti che vengono definiti terrorismo possono essere interpretati anche come guerra legittima. Alla fine, le sofferenze dei civili potrebbero essere, come si esprime il gergo USA, danno collaterale".
Tutte queste citazioni sono tratte dal numero 5/2005 della rivista internazionale di teologia "Concilium", interamente dedicato all'islam, con articoli di Hans Kung, del gesuita Thomas Michel, segretario per il dialogo interreligioso della Compagnia di Gesù, e di altri studiosi per la maggior parte olandesi, a cominciare dai curatori del quaderno, Erik Borgman e Pim Valkenberg.
Contro Borgman, che è un laico appartenente all'ordine domenicano e ha curato anche il successivo numero 1/2006 di "Concilium", si sono appuntati gli strali dell'"Osservatore Romano" in un articolo dello scorso 8 marzo.
Lì la colpa di Borgman era d'aver fatto una "lettura superficiale" dell'enciclica di Giovanni Paolo II "Fides et Ratio".
Una colpa veniale, a confronto di questa apologia dei mujahiddin suicidi che fanno strage (anche di loro correligionari) in moschee, bus, scuole e mercati.




permalink | inviato da il 21/3/2006 alle 17:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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